07/09/2007
CONVEGNO INTERNAZIONALE - PATTINO COME MEZZO DI LOCOMOZIONE: DA PADOVA UNA LETTERA AD AL GORE
Dieci anni dopo il primo convegno internazionale, realizzato all’interno del progetto Eurathlon dell’Unione Europea, Euroskate 2007 è tornato ad affrontare il tema dell’impiego del pattino come mezzo di locomozione per ridurre il traffico automobilistico nei grandi centri e per contribuire all’abbassamento degli inquinanti nell’ambiente.
Un cavallo di battaglia dell’ex Vice Presidente degli Stati Uniti d’America, Al Gore, tanto che dal convegno odierno di Padova è partita la proposta di scrivere al nuovo paladino dell’ambiente che con tanto successo ha già promosso una manifestazione musicale mondiale a salvaguardia del pianeta. A breve partirà una lettera per sensibilizzare Gore a questo problema e per capire se sarà possibile contare su un suo appoggio in questa battaglia.
Il convegno, ospitato a Palazzo Zacco in Prato della Valle, ha visto la presenza di autorevoli rappresentanti delle amministrazioni comunali e dello sport del pattinaggio. Obiettivo: fare il punto su quanto è stato fatto o meno sulla possibilità di utilizzare il pattino come mezzo di locomozione e quindi, a tutti gli effetti, autorizzato alla circolazione sulle strade e non relegato in ristretti ambiti.
A salutare i convenuti in rappresentanza dell’Amministrazione comunale di Padova il dirigente del Settore Sport, Fernando Schiavon, che ha ribadito il valore di aver dedicato Prato della Valle allo sport e in particolare al pattinaggio per un recupero di uno spazio prezioso per la cittadinanza.
Particolarmente apprezzata la testimonianza dell’Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Jesolo, Otello Bergamo. Nella splendida località balneare della costa veneziana è stata infatti realizzata la prima pista ciclo-pattinabile d’Italia: dieci chilometri lungo la centralissima via Bafile. E altrettanti chilometri stanno per essere realizzati puntando poi ad un unico percorso che possa unire tutte le spiagge del litorale veneziano dal Cavallino a Caorle.
L’avvocato Federico Gallana, in rappresentanza del Prof. Jacopo Tognon, esperto in diritto europeo dello sport e docente dell’Università di Padova, ha confermato quanto stabilisce il codice della strada e in particolare l’art. 190 che di fatto impedisce la circolazione lungo le piste ciclabili, marciapiedi, bordi delle strade e aree pedonabili a qualsiasi “acceleratore di andatura” e quindi anche il pattino in linea. L’unico tentativo di modifica è stato compiuto dall’attuale Presidente della Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio e della Federazione Internazionale Roller Sport, l’On. Sabatino Aracu, ma senza esito positivo.
Poi le testimonianze di alcuni grandi protagonisti del mondo del rotellismo mondiale, a cominciare da Coni Altherr, presidente della Federazione Svizzera e ideatore-organizzatore della World In Line Cup, il circuito mondiale delle maratone. “Per ottenere i risultati sperati è necessario un cambiamento radicale all’interno del nostro movimento – ha esordito il manager elvetico – In Svizzera la situazione è simile a quella italiana. In ogni caso il cambiamento deve avvenire all’interno delle nostre Federazioni”. Poi ha dato alcuni consigli pratici: “Gli organizzatori di eventi – ha proseguito Altherr – devono tener conto tre concetti fondamentali: 1) avere interesse e attenzione sui “top”, gli atleti di vertice; 2) coinvolgere direttamente il pubblico e 3) organizzare un vero party per tutti. Il tutto nell’arco di due ore, due ore e mezza”. Poi una stoccata all’Italia: “Se i migliori pattinatori al mondo sono quelli italiani e vengono a 15 maratone in Svizzera senza partecipare a nessuna in Italia un problema c’è, ma non so quale. Insomma deve esserci la volontà generale di cambiare”. Poi il tema del pattino come mezzo di locomozione: “Uno degli errori di noi europei è di considerare il nostro continente come un museo – ha concluso Altherr –. In Cina e Korea c’è maggiore sensibilità nel voler cambiare il sistema di trasporto e il pattino rientra in questo progetto. Basta portare un solo dato: due anni fa in Cina alla prima maratona a Pechino avevamo 700 pattinatori; quest’anno ben 3.400”.
Poi è stata la volta di un “giramondo” come il tecnico neozelandese Bill Begg che nella carriera sportiva ha guidato già sette squadre nazionali e oggi è alla guida di quella Svizzera.
“In Svizzera e in Germania sta nascendo addirittura un turismo ecologico su pattini in linea. Almeno 120 km pattinabili sul territorio elvetico, 140 in quello tedesco. Vi sono aree di sosta, zone di ristoro con bar e ristoranti. Insomma una formula tutta nuova di turismo” ha raccontato Begg. Ben diversa la situazione nel suo paese: “Anche Nicole (la figlia pluricampionessa del mondo, ndr) nonostante sia molto popolare in Nuova Zelanda è stata fermata e multata mentre si allenava nel parcheggio di un centro commerciale quando era già chiuso. Il motivo era perché i pattini non avevano i freni. E in Australia, per essere entrati con alcuni atleti nel parcheggio di un altro centro commerciale sono stato denunciato e sottoposto a processo. Solo grazie all’intervento del direttore sono stato prosciolto e ora il pattinaggio è diventata l’attrazione per i clienti”. Poi la questione ambientale: “Dobbiamo batterci sostenendo che con i pattini non si inquina, non si consuma petrolio e fa bene alla salute riducendo l’ospedalizzazione”. D’accordo sulla lettera ad Al Gore, Begg ha infine elogiato l’iniziativa di un confronto internazionale perché bisogna far tesoro delle varie esperienze, come ad esempio quella di Jesolo, per sensibilizzare i nostri amministratori pubblici alle tematiche ambientali.
Ma quali ricadute hanno le limitazioni alla libera circolazione con i pattini in linea in termini commerciali? La risposta è venuta da Ippolito Sanfratello, pluricampioni mondiale di pattinaggio a rotelle, medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Torino 2006 nell’inseguimento a squadre nel pattinaggio su ghiaccio, attuale Responsabile Unico delle squadre nazionali del pattinaggio a rotelle e Responsabile Sales e Marketing di “Rollerblade” la più grande azienda al mondo produttrice di pattini in linea. “L’Italia soffre di questa limitazione che arriva dal codice della strada, ma la quantità di pattini che si vendono è la stessa della Svizzera: qui però si vendono soltanto quelli economici; in Svizzera dopo aver scoperto il pattinaggio si passa agli articoli di nicchia superiore. I pattini si vendono con il passaparola: uno prova i pattini e poi a ruota arrivano gli amici. Ma se non si vede la gente pattinare nessuno pensa alla pratica di questo sport per il tempo libero. Ecco che dunque sono gli eventi a dare un importante impulso; alla pratica e alla promozione del prodotti. Ben vengano dunque le maratone organizzate in grande stile da Coni Altherr. Eventi che servono anche in Italia per dar corso ad un grande cambiamento. Certo servono piste ciclabili e aree pedonali e ci sembra fondamentale batterci tutti assieme affinché ci sia la modifica del codice della strada”. Il problema sostanziale è che spesso i funzionari del Ministero dei Trasporti non sono nemmeno a conoscenza di cosa sia il pattino in linea e quali siano le differenze con i monopattini o gli skateboard che sono elementi esterni e non facenti parte del corpo del pattinatore.
Assai importanti le testimonianze dei dirigenti delle federazioni di Germania, Russia e Belgio. “In Germania l’abbondanza di spazi per i pattinatori in tutte le città – racconta Reiner Keppler – fa si che non ci sia la necessità di andare con i pattini sulle strade, anche perché in buona parte si tratta di autostrade a quattro corsie. Quindi possiamo dire che siamo nelle condizioni ideali per la promozione del nostro sport a tal punto che avere 70 maratone all’anno nel nostro calendario nazionale è diventato quasi controproducente perché c’è una dispersione. Ma sul fronte della considerazione del pattino come mezzo di locomozione siamo molto avanti anche se ad oggi, comunque, il codice della strada ne vieta la libera circolazione”.
Ben diversa la situazione in Russia dove il pattinaggio e il pattino non sono considerati come disciplina sportiva. “Molti passi avanti sono stati compiuti – racconta Ludmila Koren, della Federazione Russa – Vivo a San Pietroburgo e avevamo individuato una piazza per la nostra attività. Dopo un’iniziale diffidenza la gente ha cominciato ad interessarsi di noi ed ora stiamo crescendo. Il problema è che la Federazione e le maggiori strutture sportive sono a Mosca; strutture spesso inutilizzate come le piste da ghiaccio che nei mesi estivi diventano di cemento. Dal 2004 ad oggi abbiamo comunque fatto dei passi avanti e nel 2006 siamo finalmente riusciti ad organizzare i primi campionati nazionali. Parlare di libera circolazione come mezzo di locomozione è forte troppo presto da noi”.
Situazione completamente opposta nel Nord Europa. “In Belgio e Olanda il pattino in linea è equiparato alla bicicletta e dunque si può liberamente circolare sulle tante piste ciclabili. – racconta Ferre Spruyt, atleta belga – Se si pattina singolarmente è addirittura consentito percorrere le strade. Da noi poi le domeniche ecologiche sono frequentissime in tutte le città, piccole e grandi, ed è l’occasione per molti di spostarsi con i pattini e per le nostre società sportive di fare attività promozionale mettendo a disposizione della popolazione i nostri tecnici ed atleti migliori”.
Una testimonianza che ha fatto brillare gli occhi a Sandro Morandin, il Presidente del Roll Club Padova ed organizzatore di Euroskate (IIDA World Cup di InLine Downhill, Padova Grand Prix e World Country Roller Marathon) che da anni si batte su questo fronte. “E’ assurdo che le biciclette si e i pattini no – ha detto Morandin a conclusione del convegno – non vedo dove sia la differenza. A chi va in bicicletta per le strade non viene richiesta l’abilitazione alla circolazione e se si tratta di dotarci di tutti gli strumenti di sicurezza come freni, luci e quant’altro penso che assieme alle nostre aziende produttrici siamo pronti ad affrontare anche questo. Ma noi vogliamo andare sulle strade. E questa sarà la nostra battaglia; uniti possiamo farcela.
Poi la mattinata è proseguita con la consegna dei primi “INTERNATIONAL ROLLER SPORT – Premio Internazionale Città di Padova” ad atleti e personaggi del mondo delle rotelle più meritevoli. Questi i premiati della prima edizione.
Premio alla Carriera Ippolito Sanfratello - ITA
Premio alla Carriera Valentina Belloni - ITA
Premio Fair Play Andrea Gonzales - ARG
Premio Rivelazione Internazionale Nicole Begg - NZ
Premio Rivelazione Internazionale Andrea Zanetti - ITA
Premio Una Vita per le Rotelle Giovanni Martignon - ITA
Premio Giornalistico Diego Zilio – Il Mattino di Padova
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